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Sempre connessi, sempre più soli: il nodo della dipendenza digitale

La dipendenza da smartphone sta cambiando le nostre relazioni - 18/12/2025

Anche se siamo sempre online, la comunicazione vera sembra scomparire,

lasciando spazio a "silenzi digitali" che ci allontanano invece di unirci.

Questo vale per tutti, dai giovani agli adulti.

 

Lo schermo ci allontana

Spesso si parla di quanto sia difficile per giovani e adulti comunicare,

come se fosse normale. Si critica la costante connessione dei ragazzi,

ma non ci si chiede se gli adulti siano pronti ad ascoltare.

Dobbiamo capire che la tecnologia ha cambiato il modo

in cui ci relazioniamo e il significato stesso di "esserci" per l'altro.

 

Come le diverse generazioni usano lo smartphone

Giovani (Millennials e Gen Z): per loro, lo smartphone e i social media sono parte della
loro vita. Li usano per costruire la propria identità e le relazioni. La distinzione tra ciò che
è privato e pubblico diventa meno chiara.
Adulti (Gen X e Baby Boomer): hanno iniziato a usare la tecnologia più tardi, e in modo
diverso. Per loro, lo smartphone è uno strumento pratico (chiamare, leggere notizie).
L'uso è funzionale, non legato all'identità.
Non è solo una questione di età, ma di "imprinting tecnologico": le tecnologie che ci hanno
accompagnato da giovani influenzano il modo in cui usiamo quelle nuove.

 

Perché diventiamo dipendenti

La dipendenza da smartphone non è solo dei giovani. I Millennials mostrano i livelli più alti, ma
anche la Generazione X ne è toccata. I motivi principali sono due: la pressione sociale ("lo
fanno tutti") e il benessere emotivo che ne deriva (sollievo, piacere).
In pratica, lo smartphone riempie un vuoto emotivo, diventando una sorta di scudo. Dietro lo
schermo, spesso c'è solo un senso di imbarazzo nel confronto diretto.

 


Ansia e solitudine digitale

Controllare compulsivamente il telefono non è solo un'abitudine:

lo smartphone diventa un "calmante portatile" che attenua le emozioni scomode.

Questa stimolazione continua porta ad un aumento di ansia, solitudine

(o "phoneliness") e depressione.

La tecnologia, nata per renderci sempre raggiungibili, ci fa sentire più distanti.

Ci troviamo "soli insieme", connessi ma scollegati, immersi in una socialità

frammentata che chiede meno autenticità e più "presenza" finta.

 

Ritrovare la connessione vera

Per tornare a comunicare davvero, dobbiamo superare la barriera dello schermo. Dobbiamo far sì che le relazioni avvengano nella realtà, non in parallelo ad essa. Dobbiamo rimettere a fuoco l'attenzione sul momento presente e dare forma al silenzio con la nostra voce.

Riusciremo a riconnettersi con il mondo reale, o rimarremo bloccati nei silenzi digitali?

 

 

 

 

Fonte: Agenda Digitale

 


 

 

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