Negli ultimi anni le call sono diventate il formato dominante del lavoro, anche nella pubblica amministrazione. Ma più aumentano le riunioni online, più cala la qualità dell'attenzione. Il risultato? Un paradosso. siamo sempre connessi, ma collaboriamo meno.
Il problema non è lo strumento, ma come lo usiamo. Le call spesso si trasformano in momenti di "presenza apparente": persone collegate ma distratte, multitasking continuo, ascolto parziale. Quello che dovrebbe essere uno spazio di confronto diventa invece un flusso di informazioni poco efficace.

In alcuni contesti, la situazione è amplificata: urgenze, scadenze e richieste costanti portano a usare le call come contenitori di tutto. Ma quanto tutto passa da una riunione, nulla si decide davvero. Le conseguenze sono chiare: decisioni rimandate, responsabilità poco definite e sensazione diffusa di aver parlato tanto senza concludere.
Il punto chiave è questo: informare non è collaborare. La collaborazione richiede attenzione reale, che è incompatibile con il multitasking continuo.
Cosa fare allora? Serve un cambio di approccio semplice ma concreto:
- Distinguere le call utili da quelle evitabili: gli aggiornamenti possono essere asincroni, le riunioni servono solo per decidere
- Progettare meglio le riunioni: pochi partecipanti, obiettivi chiari, tempi brevi e ruoli definiti
- Proteggere il tempo di concentrazione: senza spazi di lavoro profondo, l'attenzione si frammenta inevitabilmente.

In sintesi, non servono più call. Servono call migliori.
E, soprattutto, non perdiamo l’abitudine di incontrarci di persona: il confronto è più diretto, meno filtrato dallo schermo e permette di conoscersi davvero. Noi di MakeitModena ci crediamo: le relazioni umane restano fondamentali.




